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Soluzioni per la programmazione commerciale
Per adeguare le regole urbanistiche e commerciali Comunali alla nuova normativa regionale abbiamo predisposto tre soluzioni. Si parte da una proposta di attività minime, sufficienti per adempiere, consigliabile solo per contenere i costi iniziali. La seconda e la terza sono invece, a nostro avviso soluzioni, che consentono di tutelare il commercio, soprattutto il piccolo, e programmarne lo sviluppo. I tempi di realizzazione del lavoro sono generalmente di 60 giorni. In casi urgenti, tuttavia, la consulenza potrà essere svolta in 30 giorni!

E' stata definita la SVAG per la Grande Distribuzione

grande-distribuzione-1Definita dalla giunta regionale la programmazione, valida fino al 31 dicembre 2010, della superficie di vendita autorizzabile per le strutture della grande distribuzione. Saranno consentiti interventi pari a 123.400 metri quadri di nuova superficie di vendita, di cui 31.300 per il settore alimentare e 92.100 metri quadri per il settore non alimentare. Il trenta per cento di questa superficie verrà riservato ad ampliamenti necessari, una tantum, a grandi strutture di vendita in attività da almeno tre anni.

Mettiamoci la faccia

Prosegue la sperimentazione legata all'iniziativa "Mettiamoci la faccia". L'iniziativa, inserita nel processo di cambiamento dei rapporti tra cittadino e P.A. promosso dalla L. 150/2000 e recentemente rilanciato dalla L. 150/2009 e dal Dgls 150/2009 (riforma Brunetta), vede, ad oggi, l'adesione di numerose amministrazioni. Gestita con la prospettiva di un reale miglioramento nell'erogazione dei servizi alla cittadinanza, la sperimentazione si rivela uno strumento pragmatico ed efficace per enti grandi e piccoli. Aderire alla sperimentazione è semplice. Ma Simurg vi può aiutare! Clicca qui per maggiori informazioni.<;/strong>

 

Commercio: rischio aperture indiscriminate se non c'è la programmazione comunale

Giovedì 10 Giugno 2010 07:43

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Dalla Lombardia arriva una sentenza del Consiglio di Stato che si ripercuoterà inevitabilmente su tutti i Comuni italiani (approfondisci).

La sentenza parlando del silenzio-assenso, implicitamente chiarisce e ribadisce un concetto fondamentale: limiti e divieti all'apertura di esercizi commerciali possono essere opposti solo se c'è una Programmazione Commerciale vigente e conforme alla normativa nazionale e alla normativa regionale che stabilisca in modo chiaro e coerente i criteri urbanistici, ambientali e sanitari che devono essere rispettati nelle diverse aree del territorio. Concetto, tra l'altro che trova ulteriore sviluppo e conferma, nella Direttiva Bolkenstein .

Ciò significa, ad esempio, che un supermercato di medie dimensioni potrebbe aprire senza ostacoli nel centro storico di un Comune che non abbia un piano di settore.

E' quindi essenziale, soprattutto in una Regione come la Toscana, con centri storici e aree di grandissimo pregio culturale, archittettonico e ambientale, che i Comuni procedano entro breve ad aggiornare i documenti di programmazione commerciale e urbanistica, prima che il processo di liberalizzazione degeneri in una deregulation dannosa per il patrimonio collettivo.

 

Antenne esclusione: avvio monitoraggio 2010

Venerdì 21 Maggio 2010 13:11

Negli ultimi 3 anni sono successe molte cose nel mondo. Una crisi epocale ha colpito duramente i paesi occidentali e gli effetti si sentono pesantemente anche a livello locale.

Ma cosa sta succedendo veramente? Quali processi si stanno mettendo in moto?

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